Alla vigilia delle elezioni

Proletari italiani!

Alla vigilia della conclusione della lotta elettorale il Partito Comunista, che presenta le proprie liste ai vostri suffragi, vuole e deve rivolgervi ancora la sua parola.

La ferma nostra coerenza alla verità delle nostre dottrine ed all'onore della nostra bandiera, anche e soprattutto tra le avversità del presente periodo, è stata ribadita nei manifesti lanciati dal nostro Partito all'inizio della lotta elettorale e in occasione del Primo Maggio, ed anche l'Internazionale Comunista, di cui il Partito nostro è parte integrante, a voi ha rivolto il suo appello per l'una e per l'altra circostanza.

Voi sapete adunque che scendiamo in lotta, che affrontiamo anche questo episodio della lotta di classe, che le elezioni costituiscono, con l'intiero immutato bagaglio del nostro programma rivoluzionario, della nostra fede nell'avvento del comunismo.

Vi chiediamo di deporre nell'urna la scheda comunista per riaffermare che in Italia un numero immenso di sfruttati, di ribelli, è solidale col pensiero e con l'opera della rivoluzione comunista mondiale, la cui bandiera è piantata vittoriosa a Mosca, le cui falangi combattono in tutti i paesi del monda contro lo stesso nemico: il capitalismo.

Affermiamo, con la Terza Internazionale, e traduciamo in atto, la necessità che la voce della propaganda comunista e dell'incitamento rivoluzionario sia portata nei comizi elettorali e nei Parlamenti borghesi da rappresentanti del proletariato, scelti e severamente disciplinati dal suo partito di classe, dal Partito Comunista.

Nello stesso tempo affermiamo che né la scheda, né l'azione in Parlamento potranno mai darvi, nonché le conquiste della emancipazione economica, politica, morale dal giogo borghese, neppure la vittoria contro la controffensiva reazionaria, che oggi la classe dominante ha contro di voi scatenata o l'attenuazione della bufera di violenza che si abbatte sulle vostre istituzioni di classe. Affermiamo che, deponendo nell'urna la scheda comunista voi avrete, non già posto mano ad un'arma decisiva che possa debellare l'avversario, ma solo affermato e cementato, nella forza morale d'una concorde affermazione collettiva delle moltitudini proletarie, il proposito di seguire nell'azione rivoluzionaria, sullo stesso terreno, con le stesse armi, quelle ben altrimenti offensive che l'avversario brandisce contro di voi.

Né l'azione elettorale, né l'azione parlamentare vi daranno il mezzo di mutare le condizioni di sfruttamento in cui vi tiene il regime borghese, d'iniziare minimamente un'opera di ricostruzione tra le rovine di cui esso ha seminato il mondo. La lotta contro la reazione borghese, l'opera di ricostruzione della vita economica non possono essere intraprese che sulla base dell'organizzazione della forza proletaria con l'obbiettivo di rovesciare il potere della classe capitalistica, sconfiggendo prima le sue forze armate regolari ed irregolari, spezzando in seguito lo stesso apparato della menzognera democrazia parlamentate per instaurare la dittatura dei Consigli proletari. Votare per i comunisti significa aderire alle falangi dell'armata rivoluzionaria che domani mobiliterà le sue forze per questa guerra santa dell'emancipazione proletaria.

Lavoratori!

Chi vi chiama alle urne con altri propositi, prospettandovi il vostro intervento ad esse come il mezzo per uscire definitivamente dalle asprezze della situazione, v'inganna; e più colpevole è l'inganno se esso viene, anziché dai partiti borghesi, dal Partito Socialista, che ostenta di rappresentare gli interessi della vostra classe

L'elezionismo del Partito Socialista vale solo ad addormentare in voi lo slancio rivoluzionario, e si risolverà in tutto vantaggio della borghesia governante. Servirà a disperdere la vostra azione nelle insidie e nelle manovre parlamentari, in fondo alle quali già s'intravede la collaborazione con la borghesia, ossia il tradimento della vostra causa.

La partecipazione alle elezioni del Partito Comunista tende a svegliare le masse rivoluzionarie italiane, ad incitarle alla imminente battaglia, con cui raccoglieranno la sfida e rintuzzeranno la provocazione avversaria; è lo squillo d'una diana che dice al nemico di classe quanto sia folle la sua illusione d'aver debellato la classe lavoratrice, di poter spegnere in essa la fiamma della volontà rivoluzionaria. Dopo le elezioni, nel Parlamento, ma soprattutto fuori del Parlamento, i comunisti continueranno senza un attimo di sosta la battaglia di classe, in intimo contatto con le falangi proletarie.

Operai e contadini d'Italia!

Dimostrate il quindici maggio come siano ancora in piedi, come ogni giorno s'accrescano di numero e di fede gli effettivi dell'esercito della rivoluzione. Accorrete alle urne, e sia il vostro grido:

Abbasso il parlamentarismo borghese! Abbasso la prepotenza della reazione!

Viva la dittatura del proletariato e la repubblica italiana dei Consigli!

II Comitato Esecutivo del PC d'Italia

Da "Il Comunista" del 15 maggio del 1921.

Archivio storico 1921 - 1923