Rosetta

La sonda Rosetta, dopo 10 anni, è arrivata a destinazione e ha sganciato un robot-laboratorio sul nucleo di una cometa rimanendo nella sua orbita. Sonda e robot si avvicineranno al Sole nel 2015 e analizzeranno la "coda" che si formerà a causa del vento solare. Dai dati si spera di ottenere, tra l'altro, qualche informazione sull'origine della vita sulla Terra che qualcuno collega, appunto, alle comete.

Al tempo dei primi satelliti cercammo di scindere i risultati scientifici dalla propaganda. E concludemmo: è quasi tutta propaganda. I missili balistici potevano pure trasportare satelliti anziché bombe atomiche ma venivano spediti in orbita con criteri, appunto, balistici. Erano proiettili di cannone anche se spinti a razzo.

Perciò, dopo aver fatto i conti con la mistica spaziale, facemmo notare che la grande scienza non era quella dei missili atomici riconvertiti, bensì quella di Galileo e Newton, ripresa scherzosamente da Verne. Il primo aveva calcolato la traiettoria delle palle di cannone. Il secondo aveva esteso i calcoli a una palla di cannone sparata con forza sufficiente a mandarla oltre l'orizzonte. Il terzo aveva previsto lo spettacolo propagandistico fin nei minimi particolari. Le successive spedizioni manned cioè "umanate", fornirono uno spettacolo più triviale ancora: Gagarin & Co. erano pura zavorra propagandistica, per di più a differenza delle macchine avevano necessità fisiologiche. Prevedemmo la fine della pagliacciata con i fantocci viventi e l'inizio dell'era robotica, quella sì che ci interessava davvero. Gli umani da allora sono andati sulla Luna e sono riusciti a stare in orbita anche per anni sulle stazioni spaziali. La Luna l'hanno abbandonata, finita la propaganda, non serviva più a niente. Di stazione spaziale ce n'è una sola, che tra l'altro esiste solo grazie alla robotica russa che fornisce la logistica. E comunque ruota ad appena a 400 Km dalla Terra (come da Torino e Venezia), dove c'è ancora atmosfera, seppur rarefatta.

I robot, dunque, sono stati i veri protagonisti di quasi tutto ciò che è stato fatto dal 1957 a oggi. Rosetta è una sonda-robot. È piena di attrezzature, ma è sempre un proiettile. Immessa in un'orbita terrestre fortemente ellittica, è stata posizionata in modo da "ricadere" verso la Terra, accelerare e uscire dall'orbita per viaggiare verso Marte. Poco prima di raggiungerlo, ha accelerato ulteriormente "cadendo" verso il pianeta rosso per poi sfiorarlo e dirigersi verso la Terra, dove ha ripetuto la manovra di accelerazione per dirigersi questa volta verso un asteroide (Steins), che ha studiato e fotografato. Infine Rosetta è stata riposizionata, riagganciata dalla gravità terrestre e, compiuta la quarta manovra di accelerazione gravitazionale, è stata diretta verso la cometa in stato di ibernazione dopo aver analizzato per strada un altro asteroide (Lutetia).

Come si vede la missione è assai complicata. Richiede potenza di calcolo, precisione, strumentazione sofisticata. Se i calcoli sono stati eseguiti con i criteri di Newton, la vera meraviglia non è l'acrobazia multipla ma il sistema robotizzato di tutta la missione. Oggi quasi nessuno bada più alle notizie spaziali, e ogni tentativo di attirare l'attenzione è fallito. A nulla è valso ricorrere di nuovo a fantascientifici progetti con equipaggio per colonizzare la Luna o Marte: il circo delle meraviglie è finito, l'attività spaziale è diventata routine. Proprio perciò è più interessante per noi. Ogni missione spaziale mette silenziosamente in moto lavoro sociale per produrre sistemi cibernetici, cioè robot. Essi saranno, lo sono già adesso, "tempo di vita liberato". È solo nel presente che ciò rappresenta una dannazione.

Rivista n. 36