Dedicato a un miliardo di tele-imbecilliti (40)

Mosca ha rinunciato alla conquista della Luna. Questa piccola notizia si è modestamente inserita nei dispacci delle agenzie e nelle corrispondenze dei giornali di tutto il mondo. Due miliardi di telespettatori non hanno battuto ciglio. La conquista della Luna o la conquista dell'automobile, l'eroismo di Gagarin o l'eroismo di Jean Paul Belmondo, non c'è nessuna differenza. Purché sia una conquista, purché sia un eroismo. Purché si veda alla TV.

Lo sapevamo. Non da oggi, dal 1957. Non solo dal 1957, ma dal 1946. Nel 1952 noi scrivemmo queste parole: "L'età capitalista è più carica di superstizioni di tutte quelle che la hanno preceduta. La storia rivoluzionaria non la definirà età del razionale, ma età della magagna. Di tutti gli idoli che ha conosciuto l'uomo, sarà quello del progresso moderno della tecnica che cadrà dagli altari col più tremendo fragore".

Dopo il 1952, naturalmente, gli Sputnik hanno dimostrato a quali altezze può elevarsi il "progresso moderno della tecnica". È rimasto assodato che i marxisti ortodossi sono dei dogmatici e dei talmudici, quindi sono dei pazzi, Krusciov lo dice. Il Papa lo conferma. Il Talidomide lo prova. Il Semicarbosidecadmio lo dimostra. La diga crollata davanti a Kiev lo schiarisce. Le migliaia di minatori asfissiati nelle miniere ceche, tedesco-orientali, tedesco-occidentali, belghe, ecc. ne hanno fatto l'esperienza. La carne umana maciullata negli scontri ferroviari e automobilistici lo documenta. I polli congelati importati dagli USA lo spiegheranno presto agli stomaci dei proletari meridionali immigrati nelle città del Nord.

Le prove sono davanti ai nostri e ai vostri occhi: il progresso è sicuro, e noi siamo dei ciechi, e noi siamo dei pazzi. Avete ragione, progressisti! La fantascienza è una grande cosa. La fantascienza russa è la più grande fantascienza fra le fantascienze esistenti. Abbiamo lettoLa nebulosa di Andromeda. Leggiamo tutti i giorni l'Unità, per sapere tutta la verità che si può e si deve sapere. Quando la Russia lanciò la sua sonda verso Venere, con grande gioia abbiamo appreso dall'Unità che Venere non è un pianeta. "Il socialismo alla conquista delle stelle". Venere è una stella. Noi avevamo talmudicamente calcolato e previsto che la sonda russa non sarebbe mai arrivata a Venere. Invece, come tutti sanno, la sonda... arrivò. L'Unità, che dice sempre la verità, non lo scrisse. Ma chi tace acconsente. È migliore un buon silenzio che un cattivo discorso. La sonda arrivò. Dove arrivò, sarà stabilito fra dieci anni dal Congresso mondiale di astronautica.

Fra dieci anni, forse, sapremo anche se il cosmo incomincia a 300 km dalla superficie terrestre, o un poco più in là. Per ora, il cosmo è stato conquistato dall'uomo.

Su questo punto, sembra che gravi divergenze siano sorte fra i progressisti. Alcuni progressisti poco progressisti sembra siano del parere che, poiché il cosmo è ormai conquistato, non è più necessario conquistare la Luna. Questa terribile notizia è stata appunto recentemente diffusa.

Ma due miliardi di progressisti telespettatori non ci credono. Fra due o tre anni, essi ne sono sicuri, la Luna sarà conquistata. Da un russo e da una americana insieme. Modugno ha già scritto la canzone. Sull'astronave nascerà un figlio: il figlio della pace.

Dopo, cose meravigliose accadranno. L'economista Liberman fonderà sulla Luna una gigantesca azienda anglo-russa-americana per lo sfruttamento del bitume. Naturalmente, l'azienda funzionerà secondo le formule del profitto. In questo modo, nelle nuove condizioni lunari, sarà definitivamente dimostrato che il capitalismo può essere socialismo e viceversa. La cooperazione internazionale farà progressi stupefacenti. Il problema della fame sarà definitivamente risolto. I cinesi hanno fame perché sono gialli. Mangeranno bitume lunare.

Da "Il programma comunista" n. 15 del 1963

Note

[1] La rinuncia, mai motivata, provocò un certo scalpore. La CIA, con un'indagine sui bilanci spaziali russi confrontati al Prodotto Lordo, dimostrò che per Mosca non era sostenibile lo sforzo economico per la costruzione di basi abitate sulla Luna. I militari americani dissero invece che Mosca non intendeva alimentare una competizione in cui sarebbe stata certamente sconfitta dall'alta tecnologia e previdero uno sforzo russo centrato sulle basi orbitanti. A parte la Mir, che è un grappolo di moduli neppure paragonabile alle più modeste previsioni disegnate allora, di "basi spaziali" non se ne sono viste. Il capitalismo funziona secondo profitto e l'immobilizzazione di impianti in stazioni orbitanti o su altri pianeti rappresenterebbe un cumulo di capitale costante (cioè lavoro morto) non in grado di entrare nel processo di valorizzazione (cioè di dominare lavoro vivo). In una intervista ad un esperto di medicina spaziale, leggiamo questa domanda: "Quindi sarà difficile vivere su Marte?" La risposta è senza mezzi termini: "Eccoci di fronte ad un falso problema. In realtà gli scienziati sanno benissimo che non ci sarà mai un insediamento umano né su Marte né su altri pianeti. Non ha senso andare a vivere in pianeti che costringono a sostenere costi proibitivi per la pura sopravvivenza. Il vero problema, invece, è un altro, quello della vita sulle grandi stazioni orbitanti" (L'Europeo n. 48 del 1981). Occorre notare che il rapporto tra costo e "utilità" non riguarda soltanto il fine ultimo, cioè la risposta alla domanda: che ci facciamo poi su Marte o sulla Luna? Il Capitale sarebbe soddisfatto anche se una base lassù non servisse proprio a nulla, purché la corsa in sé stessa alla Luna o a Marte, con grande dispendio di merci, rappresentasse una valorizzazione.

[2] "Politica e Costruzione", Prometeo n. 34 del 1952, ora in Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale, ed. Quad. Int..

[3] Qualche anno dopo, quando si diffuse anche in Italia l'avicoltura ultraintensiva, si scoprì che si verificava tra i maschi un fenomeno di castrazione chimica dovuto agli ormoni femminili usati nell'allevamento incontrollato del pollame. Ovviamente ciò avveniva a danno delle fasce della popolazione a reddito basso, per le quali il pollo da batteria costituiva una risorsa proteica a prezzo particolarmente accessibile. Negli stessi anni fu scoperta l'azione teratogena (deformante) della Talidomide sugli embrioni umani e vi fu un'intensificazione degli "incidenti" dovuti all'impatto del Capitale sulla natura: poco dopo la data di quest'articolo, cadde un'intera montagna nel bacino artificiale del Vajont, causando la cancellazione di tre comuni con le loro borgate e circa 2.000 morti. Gli articoli su questi argomenti sono raccolti in Drammi gialli e sinistri cit.

[4] Di Ivan Efremov, opera tradotta in molti paesi e diventata un classico nella storia della fantascienza. In essa si narra di un lungo dialogo a distanza tra la Terra e un remoto pianeta; quando le comunicazioni s'interrompono per settant'anni, i terrestri vanno a vedere che cosa sia successo (Edition Rencontres).

[5] Più tardi, il 27 ottobre 1963 a Mosca, durante il "Terzo raduno mondiale della stampa", un giornalista chiese a Kruscev quando ci sarebbe stato il lancio russo verso la Luna. Kruscev rispose: "Sarebbe interessante fare un viaggio sulla Luna, ma non possiamo dire quando questo viaggio sarà possibile. Per il momento presente noi non stiamo preparando alcun volo sulla Luna. Gli scienziati sovietici stanno lavorando intorno a questo problema scientifico, e stanno conducendo le necessarie ricerche. Ho letto un rapporto in cui si dice che gli Americani vogliono far scendere un uomo sulla Luna entro il 1970. Bene, auguro loro il migliore successo. Ma noi staremo a vedere come essi voleranno sulla Luna, come atterreranno, anzi come alluneranno, e (questa è la cosa principale) come faranno a ritornare sulla Terra. Noi prendiamo in considerazione le loro esperienze. Noi non vogliamo competere nell'invio di un uomo sulla Luna senza un'accurata preparazione. È chiaro che questa emulazione non potrebbe dare alcun beneficio, anzi, al contrario, procurerebbe solo dei danni fino a quando questo esperimento potrà condurre alla perdita di vite umane. Spesso noi diciamo scherzando: chi è stanco di stare sulla Terra vada pure sulla Luna " (da L'Unità, s.i.d.)

La cosiddetta conquista dello spazio