Il diciotto brumaio del partito che non c'è
Il capitalismo italiano tra inerzia e anticipazione

312 pagine

Questa è la riflessione su di un tema specifico, ma che riguarda in generale la modalità con la quale i marxisti svolgono il lavoro di analisi politica, cioè come essi mettono i risultati generali della teoria marxista in rapporto ai fenomeni sovrastrutturali, in modo da comprendere ulteriormente le leggi dello sviluppo sociale e svolgere un'azione coerente. Molto spesso vediamo svolgere questa attività in modo esclusivamente empirico, senza alcun aggancio con i fondamenti teorici del marxismo e, soprattutto, attraverso formulazioni di tipo soggettivo, legate alla propria "opinione". Quando le formulazioni, non solo politiche ma su qualsiasi argomento, non hanno alcuna possibilità di essere sottoposte ad una verifica sperimentale, non si è di fronte ad un fatto scientifico ma ad una interpretazione "filosofica". E, come si sa, il marxismo sancisce la morte della filosofia per inaugurare l'epoca della scienza unica. L'analisi politica, al contrario di quella che è purtroppo la prassi consolidata a causa dell'ideologia dominante, deve necessariamente basarsi sul metodo scientifico, su un insieme di criteri oggettivi, condivisibili ed applicabili da tutti, a conferma che il marxismo è scienza, non una qualsiasi tra le tante forme ideologiche.

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