Newsletter numero 93, 12 maggio 2006

La guerra dei petroeuro, Capitolo III

Gli Stati Uniti bombarderanno l'Iran? Perché si parla, terroristicamente, di usare addirittura bombe atomiche tattiche contro le installazioni nucleari iraniane? La scalata della propaganda ricalca quella già vista in occasione delle "armi di distruzione di massa" irachene. Intanto i servizi segreti lavorano sulle correnti politiche iraniane contrarie al regime teocratico. Un atteggiamento pericoloso, quello americano, ma probabilmente obbligato: l'Afghanistan e l'Iraq non sono né pacificati né democratizzati, e aggiungere un fronte in Iran è praticamente impossibile, dal punto di vista militare ed economico. La "guerra infinita" e "preventiva" si allarga per il momento sul fronte imperialistico finanziario: la Federal Reserve ha ricevuto l'ordine di lasciar crescere la massa monetaria in dollari (un paio di miliardi) in modo da ottenere una svalutazione "morbida" sia della valuta che dell'immane debito consolidato e rilanciare le esportazioni americane. Cina, Giappone ed Europa hanno accumulato crediti per almeno 800 miliardi di dollari che risultano praticamente inesigibili, congelati, a meno di non far esplodere l'economia mondiale. La massa dei dollari circolanti al di fuori degli USA e inconvertibili è ormai 60 volte superiore al valore dell'intera eonomia americana e questo incomincia a preoccupare chi ne detiene una parte: Cina, Giappone, Qatar e Kuwait immetteranno sul mercato una percentuale dei loro crediti in dollari, puntando a diversificare il portafoglio (inevitabilmente a favore dell'euro). Tutto ciò mentre l'Iran insiste nel suo piano di adottare l'euro come valuta di scambio nel commercio di petrolio. La situazione si avvicina a una soglia critica e, anche se non verranno lanciate davvero le atomiche, la dottrina della guerra preventiva americana avrà sempre più numerose applicazioni pratiche.

2001: La guerra planetaria degli Stati Uniti d'America
2003: Teoria e prassi della nuova politiguerra americana. V. L'invasione degli ultracorpi
2004: Petrolio
2005: Rumori di guerra intorno all'Iran?

The ghost of Tom Joad

Benvenuti nel nuovo ordine mondiale
Le famiglie dormono nelle loro macchine nel Sudovest
Niente casa niente lavoro niente pace niente riposo

Bruce Springsteen

Il fantasma di Tom Joad aleggia ancora sull'America, ma non ha più le sembianze del contadino espropriato, protagonista dell'epopea di Steinbeck, bensì quelle del proletario urbano che vive nel "paese più sviluppato del mondo". Circa 37 milioni di americani sono considerati ufficialmente poveri, il 12,7% della popolazione, la percentuale più alta del mondo industrializzato. Solo nell'ultimo quinquennio oltre 5 milioni di persone sono scivolate al di sotto della soglia di povertà, nonostante molte di loro abbiano due lavori. Il salario minimo di 5,15 dollari all'ora (3,9 euro) non aumenta dal 1997 e, ritoccato dall'inflazione, è oggi al suo livello più basso dal 1956. La forbice fra i redditi massimi e minimi aumenta e il risultato è anche l'aumento di una popolazione proletaria superflua, che lo stato deve mantenere non potendola eliminare (l'indice ufficiale del divario tra i redditi americani mostra una situazione peggiore di quella dei paesi del Terzo Mondo). Marx non sarà più di moda ma scrisse: "La grandezza relativa dell'esercito industriale di riserva cresce quindi con le potenze della ricchezza. Ma quanto maggiore in rapporto all'esercito operaio attivo è questo esercito di riserva, tanto più massiccia è la sovrapopolazione consolidata, la cui miseria sta in ragione inversa del suo tormento di lavoro. Quanto maggiori infine sono lo strato dei Lazzari della classe operaia e l'esercito industriale di riserva, tanto maggiore è il pauperismo ufficiale. È questa la legge assoluta, generale, dell'accumulazione capitalistica" (Il Capitale, Libro I). Legge assoluta, dimostrata per via teoretica e con verifica sperimentale: nei paesi industrializzati il proletariato produttivo e l'esercito industriale "di riserva" si assottigliano, mentre cresce a dismisura la sovrapopolazione relativa, quella inutile al Capitale.

2002: Leggi di simmetria e scenari da incubo
2005: Conferme dalla crisi mondiale

Il cambio del caimano

Le elezioni politiche italiane hanno sancito la risicata vittoria di una coalizione sull'altra. Vi è stato quindi un passaggio di testimone tra due contendenti che si affrontavano sullo stesso terreno, con gli stessi programmi e rivolgendosi agli stessi elettori. Com'era più che prevedibile, i processi reali dell'economia e della società sono stati messi in ombra dal solito mercato delle vacche intorno alle poltrone ministeriali, questa volta di etichetta sinistrorsa. Pura apparenza, dato che la politica borghese deriva da un indirizzo univoco dettato, ai partiti che alternativamente la rappresentano, dallo sviluppo materiale e storico. Non poteva che vincere quel centro consolidato che, al di là delle chiacchiere, rappresenta la società borghese uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, caratterizzato dalla democrazia atlantica e dal partigianesimo antifascista. Non ci sono due "poli" o "partiti", ma un unico blocco borghese, con responsabilità nazionali uniche, al di là del gioco delle parti e del teatrino ad uso e consumo della pratica schedaiola. Nonostante lo spettacolo sia sempre più scadente, esso purtroppo attira ancora l'attenzione del proletariato, per adesso lontano dall'esprimere un proprio organo politico di classe.

1952: Lebbra dell'illegalismo bastardo

"V per vendetta"

Un film pirotecnico che i fratelli Wachowski (Matrix) hanno ideato e sceneggiato facendolo dirigere al loro aiuto regista Mac Teigue. Tratto da un fumetto underground nato in Inghilterra al tempo della Thatcher, il film è decisamente superiore alla versione scritta, nella quale l'ideologia anarchica è insopportabilmente didascalica. La pellicola, invece, mette a nudo la debolezza intrinseca di un immaginario sistema ultracapitalistico orwelliano, apparentemente incrollabile e insostituibile, lasciando al supereroe castigacattivi la funzione catalizzatrice in grado di far precipitare una situazione potenzialmente rivoluzionaria. Per cui un movimento "anonimo e tremendo" prende corpo alla fine più come prodotto delle crescenti contraddizioni del sistema che non come effetto del gesto eroico ed esemplare. Il mascherato superpersonaggio centrale diventa in fin dei conti solo un pretesto per l'avventura. Il film inizia con la congiura che tentò di far saltare il parlamento inglese nel 1606 e finisce con il parlamento attuale, deposito del consenso verso la dittatura borghese, che salta sul serio. La storia si svolge in un'Inghilterra del futuro ma, mentre nel fumetto il riferimento era ad una società nazistoide "classica", nel fim è stato fin troppo facile riferirsi ad un non troppo irrealistico modello democratico americano post 11 Settembre, con Guantanamo, Abu Ghraib, la disinformazione mediatica e tutto il resto.

1953: Fantasime carlailiane

Robot spaziali e missioni "Manned"

La sonda europea Venus Express si prepara ad entrare in orbita attorno a Venere dopo un viaggio di 5 mesi. La missione durerà altri 15 mesi, eventualmente prolungabili fino a 30. Lo scopo è indagare la natura del suolo e del sottosuolo di quel pianeta, nonché studiare la dinamica della sua atmosfera, che ha una temperatura di 470 gradi, una pressione atmosferica 100 volte la nostra, piogge di acido solforico, venti a 350 chilometri l'ora, crateri da impatto e vulcani. I robot spaziali, che finora hanno permesso di conoscere il sistema solare e l'universo circostante molto meglio che non l'osservazione umana diretta (come previsto dalla nostra corrente già negli anni '50), fanno il loro lavoro efficientemente e silenziosamente, senza il chiasso pubblicitario cui fa ricorso la scienza borghese quando s'inventa nuove frontiere per rilanciare il business spazial-militare e la propaganda ideologica. Mentre ovunque sembra aver vinto la logica razionale del robot, negli Stati Uniti tornano in programma le missioni "manned", con uomini, addirittura per colonizzare la Luna e Marte. Per ora la tanto decantata "conquista umana" dello spazio non c'è stata e i sopralluoghi da questurini impotenti degli astronauti pilotati da terra hanno dimostrato che il simpatico robot è anche in questo superiore all'uomo capitalistico. L'uomo mangia, beve, respira, elimina i prodotti del suo metabolismo, ha bisogno di gravità, insomma "costa" enormemente. E le imprese spaziali non possono uscire dalla logica del profitto, a meno che non ci sia bisogno di una nuova versione della pagliacciata propagandistica intorno alla "conquista umana dello spazio" per rastrellare capitali nella società, a favore dell'eternità capitalistica e naturalmente dell'apparato militare spaziale.

1957: Triviale rigurgito di illuminismo
1999: Scienza e rivoluzione

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